Cattolicesimo e danza in Irlanda
Questo articolo desidera descrivere brevemente il rapporto tripartito tra Chiesa cattolica, nazionalismo e danza tradizionale in Irlanda, paese in cui l’affiliazione religiosa predominante è il cattolicesimo e in cui esiste una forte tradizione di danza.

Nell’Irlanda del dopo carestia, cioè a partire dalla metà del XIX secolo (prima della divisione dell’Irlanda del Nord), la Chiesa cattolica creò istituzioni religiose, educative e sociali in tutto il territorio e il cattolicesimo è descritto come uno dei “marcatori convenzionali dell’identità irlandese” oltre ad essere un ingrediente, insieme all’“iconografia gaelica”, del nazionalismo promosso alla fine del XIX secolo. La Gaelic League, un’organizzazione che si dedicava alla promozione dei costumi culturali irlandesi, tra cui la danza, la musica, la lingua irlandese e gli sport irlandesi, era fortemente sostenuta dal clero cattolico. Tuttavia, è stato nel secondo e terzo decennio del XX secolo che l’influenza della Chiesa cattolica ha raggiunto il suo apice. Ad esempio, il giorno più associato all’Irlanda, il giorno di San Patrizio, era un tempo una celebrazione diffusa sia tra i cattolici che tra i protestanti, ma a partire dagli anni Trenta, divenne più strettamente legato al cattolicesimo e “negli anni Cinquanta diventò un evento prevalentemente cattolico-nazionalista”.
Il simbolismo cattolico rimane intrecciato all’iconografia culturale irlandese ancora oggi. Una delle attrazioni turistiche più popolari della nazione è il manoscritto miniato The Book of Kells (Il Libro di Kells). Conservato al Trinity College di Dublino, è intimamente legato a Colum Cille, nato nel VI secolo presso gli Uí Néills (O’ Neills) del Donegal, nell’Irlanda nord-occidentale. I monaci di due monasteri, uno sull’isola di Iona, in Scozia, e l’altro a Kells, nella contea di Meath, in Irlanda, erano coinvolti nella sua produzione. La metà del XVII secolo fu segnata dagli scontri con le forze inglesi e, per evitare la sua distruzione, il Libro di Kells fu inviato a Dublino per essere conservato. All’interno delle sue pagine, sia il testo che le illustrazioni trasmettono sinergicamente un significato all’osservatore: “La parola ispira l’immagine e l’immagine commenta e fa emergere i significati latenti delle parole”. In effetti, il Libro di Kells significa “il potere dell’apprendimento, l’impatto del cristianesimo sulla vita del Paese e lo spirito dell’immaginazione artistica”. Pertanto, possiamo affermare che la Chiesa cattolica in Irlanda sia stata a lungo intimamente connessa in molteplici modi con la percezione dell’Irlanda e della cultura irlandese.

Il controllo della danza in Irlanda da parte della Chiesa cattolica è ben documentato dagli storici e dagli studiosi di danza. La Chiesa cattolica fu determinante nel sostenere la Lega gaelica, che si dedicava alla promozione di tutto ciò che era irlandese. Tuttavia, l’incoraggiamento si trasformò presto in controllo, con sfere di influenza palesi, attraverso vari editti, e indirette, attraverso varie organizzazioni nazionaliste. Le danze sociali nell’Irlanda del XIX secolo erano largamente influenzate dalle tendenze dell’Europa continentale e in Irlanda ci si adoperava affinché gli Irlandesi praticassero solo danze che avevano avuto origine in Irlanda. Nel XX secolo, la crescente preoccupazione per la moralità irlandese portò la Chiesa cattolica a inveire contro la moda dei balli che richiedevano una maggiore vicinanza corporea tra i partner di ballo. O’Connor osserva che, sebbene non sia un caso unico in Irlanda, “l’opposizione al jazz fu espressa soprattutto dai due gruppi che promuovevano la danza irlandese ‘tradizionale’ – il clero cattolico e la Lega gaelica – sulla base del fatto che era moralmente indecente e culturalmente corrotto”.

Per arginare la marea di influenze straniere, sia in campo morale che coreografico, furono intraprese due linee d’azione. La prima fu che la Chiesa cattolica fu determinante nel ricercare e catalogare una selezione di danze ufficialmente designate come “irlandesi” e che furono insegnate come parte del movimento per educare tutti i cittadini irlandesi a pratiche culturali specificamente irlandesi. Il secondo fu quello di incoraggiare la promulgazione di una straordinaria legislazione governativa: il Public Dance Halls Act del 1935, che “richiedeva che tutti i balli pubblici avessero una licenza”. Di conseguenza, “il clero cattolico organizzò la costruzione di sale parrocchiali, e in seguito Chiesa e Stato si unirono per eliminare l’organizzazione di qualsiasi ballo al di fuori di queste sale”. Sia la promulgazione di una legislazione vincolante a livello nazionale in materia di danza, sia il profondo coinvolgimento della Chiesa cattolica nel controllo della danza, conferiscono all’Irlanda un posto di rilievo nella storia mondiale.

Cattolicesimo e danza in Irlanda è un articolo estrapolato e tradotto da Mirko Peluso dalla seguente fonte:
Mollenhauer, J. (2021). Catholicism, cultural nationalism and traditional dance in the Irish and Croatian communities in Australia. Culture and Religion.