Public Dance Halls Act, 90 anni dopo

Public Dance Halls Act, 90 anni dopo è l'articolo di Edwina Guckian su una vicenda culturale irlandese legata alla pratica delle danze nell'Isola Verde: la legge sulle sale da ballo pubbliche.

Public Dance Halls Act, 90 anni dopo è l’articolo di Edwina Guckian su una vicenda culturale irlandese legata alla pratica delle danze nell’Isola Verde: la legge sulle sale da ballo pubbliche.

dal film Jimmy’s Hall – Una storia d’amore e libertà di Ken Loach

Il 19 febbraio 1935, il Public Dance Halls Act, la legge sulle sale da ballo pubbliche, cambiò lo stile di vita del popolo irlandese.

Ciò significava che non era possibile riunire persone per ballare senza un’apposita licenza. Niente balli in casa, niente balli agli incroci, niente balli nelle sale locali, nessuna forma di ballo pubblico a meno che non si richiedesse una licenza, si pagasse la relativa tassa e si ricevesse l’approvazione di un giudice. Se non ci si adeguava, si veniva perseguiti. Le persone che avevano autorità avevano il diritto di opporsi. Di solito si trattava della Gardaí e del parroco.

Il popolo irlandese è una specie straordinariamente sociale. Viviamo il fine settimana per riunirci a bere, ballare, suonare, relazionarci. Gli irlandesi dei primi anni del 1900 non erano diversi. Questo atto ebbe serie implicazioni sulla nostra società.

Le case, le sale e gli incroci rurali vennero pesantemente monitorati dalla Chiesa e dallo Stato per individuare eventuali balli illegali. Le case vennero saccheggiate, gli strumenti dei musicisti gettati nel fuoco, le pedane da ballo rovesciate e i nomi delle famiglie oscurati dal pulpito. Ciò nonostante si trovava ancora il modo di fare balli segreti in casa e si assumevano ragazzi di guardia per sorvegliare le strade quando c’erano i balli. Mio nonno era solito raccontare che, una sera, suonando in una sala da ballo fuori Boyle, non appena il ragazzo di guardia li raggiunse per dire che il prete stava arrivando, nel preciso istante del suo ingresso, tutti avevano portato gli strumenti sul soppalco ed erano scesi per fingere di recitare in ginocchio il rosario.

La legge sulle sale da ballo del 1935 costrinse il ballo in un ambiente controllato, sotto l’occhio vigile dello Stato e della Chiesa, che si assicuravano che il contatto fisico fosse ridotto ai minimi termini nel rispetto del rigore richiesto dalla religione. Solamente le danze tradizionali irlandesi, il Céilí Dancing, (promosse da The Irish Dancing Commission ed espressione diretta del nazionalismo della Gaelic League, ndr) potevano essere praticate. Non erano ammesse danze straniere irrispettose e il Set Dancing (esistente in Irlanda dal 1800 circa, ndr) era considerata una di queste danze straniere.

La scena musicale e di ballo jazz dei ruggenti anni ’20 a New York si era diffusa nelle sale da ballo irlandesi negli anni ’30 e noi l’abbiamo accolta con entusiasmo! Foxtrot, swing, shim sham, lindy hop… e con ciò le sale da ballo divennero presto l’ossessione degli uomini di Chiesa. Sostenevano che le sale da ballo degenerate erano la maledizione e la rovina del paese. I balli notturni erano pieni di male, tentazioni e peccato. Le persone che arrivavano a questi balli da fuori la parrocchia in auto erano furfanti del più basso tipo. Il diavolo in persona apparve in diverse sale da ballo del paese. Conquistava le donne con il suo fascino diabolico e il suo modo di fare straniero.

Le donne che frequentavano sale da ballo senza licenza e balli illegali erano sottoposte a un estremo controllo pubblico per il loro presunto abbigliamento immodesto, per il fumo in pubblico, per il modo in cui ballavano e per le persone con cui socializzavano in questi eventi non controllati. Le donne moderne erano ampiamente ritenute una minaccia negli spazi pubblici. Il pubblico ludibrio non si limitava alla Chiesa cattolica, ma costituiva una cultura più ampia di denuncia da parte di tutte le classi sociali e di tutti i generi.

dal film Jimmy’s Hall – Una storia d’amore e libertà di Ken Loach

Solo 9 giorni dopo l’entrata in vigore della legge sulle sale da ballo del 1935, la contraccezione fu resa illegale dalla legge di modifica del diritto penale. Sia la legge sulle sale da ballo che il divieto di contraccezione derivavano dalle stesse raccomandazioni del Rapporto Carrigan.

Se fossi nata in quell’epoca, sarei stata una di quelle donne moderne. Avrei sfilato nella sala da ballo di Jimmy Gralton, accanto alla mia casa di Effrinagh, indossando il mio rossetto rosa con le maniche del vestito ben al di sopra dei gomiti. Le mie bisnonne e le mie nonne erano quelle donne, tutte ballerine e madri di ballerini. Organizzavano balli domestici illegali nelle loro case. Stavano forse causando la “caduta della moralità” nella nostra comunità rurale? Assolutamente no! Ma sicuramente questi concetti appartengono ormai al passato… forse.

Ho un’altra cosa molto importante da dirvi. La legge sulle sale da ballo del 1935 è ancora in vigore in Irlanda. Se stasera dovessi organizzare un ballo nella mia sala locale e non avessi ottenuto la licenza, potrei essere perseguita, se si sentisse il bisogno di farla rispettare. E viene applicata in determinate situazioni in tutto il Paese, soprattutto se l’evento non è conforme alle norme sociali odierne.

E con questo, nel 90° anniversario del Dance Halls Act del 1935, lancio il mio ultimo progetto: The Devil’s in the Dance Hall.

Locandina del progetto The Devil’s in the Dance Hall

Aspettatevi balli in casa illegali, balli agli incroci, balli notturni nelle sale da ballo di tutto il paese, musica straniera, preti, auto e furfanti fuori dalla parrocchia, lindy hop, foxtrot e tutto il resto, bocche con il rossetto, ginocchia e gomiti in mostra, nella migliore delle compagnie diaboliche… e tutto senza alcuna licenza di ballo!

Public Dance Halls Act, 90 anni dopo è un articolo di Edwina Guckian tradotto e rielaborato da Mirko Peluso, estrapolato dal seguente post di facebook:

The Devil’s in the Dance Hall di Edwina Guckian

dal film Jimmy’s Hall – Una storia d’amore e libertà di Ken Loach

La danzatrice Edwina Guckian nasce a Drumsna, in Co. Leitrim, Irlanda. Proveniente da una famiglia immersa nella tradizione della musica e della danza, il suo stile è fortemente influenzato dallo stile della musica locale con cui è cresciuta a Leitrim e Roscommon.

Dopo aver iniziato a insegnare danza all’età di 16 anni, Edwina ha insegnato i suoi passi e condiviso il palco con alcuni dei più influenti artisti irlandesi. Ha fondato l’Áirc Damhsa Culture Club affinché i giovani della sua zona avessero uno spazio per immergersi nelle tradizioni e nelle culture del proprio Paese e di tutto il mondo in un ambiente divertente e non competitivo. Oggi, il club conta oltre 500 membri in 9 contee.

Edwina Guckian

Nel 2017 Edwina ha ricevuto l’Arts Council of Ireland Next Generation Bursary per sostenere il suo lavoro di riqualificazione della connessione tra musica e movimento, musicista e danzatore.

Edwina è il direttore artistico del Leitrim Dance Project che ospita annualmente eventi nella contea come il Leitrim Dance Festival e l’Effrinagh Crossroads Dance.

Nell’aprile 2022, Edwina è stata premiata con il Gradam Comaoine TG4 per il suo eccezionale contributo alla cultura. Nel 2023 è stata selezionata per il Premio Markievicz dall’Arts Council e dal Dipartimento di An Taoiseach e nel febbraio 2024 Edwina ha lanciato il suo primo libro per bambini intitolato “Sparks from the Flagstones” – un tesoro di tradizioni popolari irlandesi e usanze del calendario.